Storie di sport

Intervista a Filippo Guadagnini, studente università di Verona

Filippo Guadagnini, iscritto al terzo anno di Informatica dell’Università di Verona, si è aggiudicato a giugno la medaglia di bronzo nella finale nazionale del Campionato italiano di sollevamento pesi. La specialità in cui Filippo, dall’età di diciassette anni, si cimenta con grande passione è lo “strappo”. Lo abbiamo intervistato per capirne di più della sua disciplina e farci raccontare cosa significa raggiungere un risultato così importante tra studio e allenamenti.

Filippo, dove nasce la passione per questa disciplina e, soprattutto, che tipo di passione è? Spesso si dice che giochiamo per passione, ma questa passione non la interroghiamo mai fino in fondo. Potresti esplicitarla nella sua essenza?

La mia è una storia abbastanza particolare: all’età di 8 anni ho sofferto di aplasia midollare che mi ha costretto a trascorrere quasi due anni della mia vita in ospedale finché non è stato trovato un donatore di midollo che mi ha letteralmente salvato la vita. Da quel momento in poi non ho praticato alcun sport a parte il nuoto, occasionalmente. All’età di 17 anni ho scoperto questo sport grazie a una palestra vicino a dove abito, gestita da un ex campione italiano ed europeo di pesistica olimpica: Giuliano Cornetta. Oggi questa persona è il mio coach: mi ha trasmesso la voglia di migliorarmi non solo dal punto di vista fisico, motivo per cui ho iniziato, ma anche da quello della forza interiore, aspetto predominante nella pratica di questa disciplina. Posso quasi dire che la scoperta di questo sport mi ha dato una marcia in più per affrontare quanto ho passato.

Sollevamento pesi: che tipo di disciplina è? E in cosa consiste la tua specialità?

Il sollevamento pesi si basa sull’esecuzione di due gesti: strappo e slancio. È una disciplina in cui i fattori rilevanti sono principalmente due: forza fisica e mobilità. L’esercizio per cui sono stato premiato, appunto lo strappo, consiste in un movimento unico tramite il quale si porta il bilanciere caricato da terra a sopra la testa, per poi concludere il movimento rimanendo in posizione eretta.

Arrivare terzi al campionato nazionale: cosa significa, al di là della felicità e delle emozioni provate?

Significa anche essere riusciti a mettere il proprio nome su una medaglia che rimarrà per sempre. Inoltre, mi fa pensare che questo potenziale è stimolo per mantenere questa posizione, se non addirittura per migliorarla. Per fare questo dovrò allenarmi ancora più duramente di prima e a questo sono pronto.

Il ruolo dell’allenatore/allenatrice, della tua guida, in questo sport? Come ti segue? Che tipo di relazione si crea?

L’allenatore in questo sport serve non solo ad allenarti dal punto di vista fisico ma soprattutto dal punto di vista mentale. L’aumento del peso sollevato rappresenta quasi più una fatica mentale che fisica. Per questo un buon allenatore deve sapere riconoscere la differenza tra i momenti di fatica fisica e di vera e propria paura nell’atleta e deve essere pronto a spronarti per permetterti di superare i tuoi stessi limiti.

Quanto e come ti alleni? Che tipo di gesti e movimenti occorre affinare?

Mi alleno 5/6 giorni a settimana, a volte facendo due sessioni di allenamento in un giorno. Tutti gli allenamenti consistono nell’esecuzione dei due gesti, lo strappo e lo slancio, tramite anche alcune varianti per migliorare eventuali lacune di forza in un determinato momento o aspetto dell’alzata. Inoltre, si aggiunge ad ogni allenamento una seduta di rinforzo delle gambe prima di tutto, per poi passare alla zona del core e della parte superiore del corpo, per permettere al fisico di reggere eventuali miglioramenti e quindi maggiori pesi.

Quali le tue competenze e i tuoi limiti?

Mi è sempre stato detto che un atleta di sollevamento pesi può considerarsi di livello intermedio dopo circa 10.000 alzate per specialità o comunque dopo circa 5 anni di pratica. Posso dire di essere di livello intermedio ma sicuramente i miei limiti sono ancora molti, in particolare il fatto di avere cominciato la pratica di questo sport ad un’età che si può considerare, per questa disciplina, un po’ avanzata.

Quali sono gli infortuni più frequenti?

Come in tutti gli sport gli infortuni sono molti, da un semplice strappo muscolare a un vero e proprio gomito lussato.

Come ci si prepara a una gara nazionale? Che tipo di competizione è? Cosa entra in gioco?

La pressione durante una gara nazionale è elevatissima. Essendoci un totale di sei atleti per categoria di peso la gara finisce in un battito di ciglia, quindi anche solo un errore può costare l’intera gara. Tutti sono lì per dimostrare quanto valgono e fanno di tutto per conquistare le medaglie. Quindi la differenza tra chi arriva sul podio e chi non ci riesce consiste nella determinazione dell’atleta.

È una disciplina in crescita tra i giovani?

Purtroppo non è una disciplina così conosciuta, gli atleti di rango più alto sono stati introdotti o perché “ce l’hanno nel sangue”, oppure perché conoscono persone che la praticano. L’età perfetta per iniziare a praticare il sollevamento pesi è 12 anni.

Studio e sport: come si conciliano?

La fatica fisica non deve prevalere sulla mente, solitamente si è troppo stanchi per studiare dopo un allenamento e se si cade in questa trappola si rimanda e si finisce per trovarsi impreparati davanti a esami e a progetti universitari.

L’università di Verona offre agli studenti la possibilità di sostenere il diritto allo studio e alla pratica sportiva degli studenti atleti che stanno intraprendendo una doppia carriera: universitaria e sportiva, attraverso il programma Accademic Coach (http://sites.mss.univr.it/sport/academic-coach/) che valorizza la peer tutorship. Conosci questo progetto ed eventualmente pensi che potrebbe essere una possibilità per te per proseguire e portare avanti meglio la doppia carriera?

Purtroppo non ero a conoscenza di questo progetto, anche probabilmente perché ero concentrato sullo studio e sull’allenamento e non ho valutato la ricerca di tali informazioni, essendo solo in questi ultimi anni riuscito a raggiungere un certo livello nello sport che pratico. Facendo ricerche però rappresenta sicuramente un progetto che reputo molto valido e interessante e che potrebbe aiutarmi nel facilitare l’alternanza studio/allenamento.

Progetti nel futuro prossimo: sia a livello sportivo che di formazione?

La laurea triennale in Informatica è praticamente giunta alla sua conclusione, quindi in questo periodo cerco di iniziare a pensare a cosa effettivamente mi piacerebbe fare nella mia vita, incluso il percorso di laurea magistrale più di interesse. Sicuramente rimarrà sempre il fatto che vorrò continuare ad allenarmi e, in un prossimo futuro, seguire dei corsi per poter diventare allenatore.

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